• Giulia Gibertini

Stampare. Un imperativo categorico.


Chissà se i fotografi di una volta se lo chiedevano.

E non intendo i padri fondatori della fotografia, intendo semplicemente la generazione di fotografi prima dell'epoca digitale. Quelli che scattavano con il rullino, tanto per intenderci.

Si saranno mai posti questa domanda: "Mmm, che faccio, questa foto la stampo oppure no?!"

Direi proprio di no! Il perchè è semplice e di facile intuizione.

Non potevano, non avevano scelta!

Non sarebbe stato comodo o funzionale, o semplicemente possibile, andarsene in giro con i negativi in tasca o in borsetta, tirarli fuori di tanto in tanto, per poi guardarli e rimirarli in controluce!

Ve la immaginate come scena?

Poi improvvisamente la fotografia è diventata digitale, e boom ...

Telefoni, tablet, computer, hard disk, o qualsiasi altro tipo di memoria o cyberspazio in grado di immagazzinare, catalogare, conservare, o più semplicemente fagocitare roba, è diventato il custode dei nostri ricordi, dei nostri pezzetti di vita passata, dei nostri momenti più importanti ed unici.

E non lo dico così tanto per esagerare o per enfatizzare.

Lo dico perchè, a rigor di logica, se abbiamo pensato valesse la pena scattare una fotografia in quel momento o in quella situazione, se abbiamo desiderato farlo e ne abbiamo sentito l'esigenza, l'abbiamo fatto per una ragione ben precisa: perchè volevamo tenerne traccia, averne memoria.

Beh, sarò schietta e onesta, non sarà certo merito della tecnologia se riusciremo a conservare e tramandare i nostri ricordi, i nostri momenti importanti, le nostre emozioni.

E non parlo delle fotografie fatte con il cellulare un pò a caso o per gioco, parlo delle fotografie che ritraggono i nostri passi, le fotografie che testimonieranno per sempre le nostre emozioni, quelle che ci hanno scompigliato i capelli, bagnato il viso con lacrime di gioia, riempito il cuore, ampliato l'orizzonte dei nostri occhi.

Quelle emozioni testimoni di nuovi futuri possibili, di nuove vite.

Perchè è questo ciò che fa la fotografia, o per lo meno, questo è quello che faccio io con la fotografia: racconto la vita, le relazioni, le emozioni.

Racconto le storie delle persone, di esseri umani. Come me, come te, come tutti noi.

Potrebbe mai bastarmi la consapevolezza di affidarle solo ed esclusivamente alla tecnologia?

Troppo spesso sento racconti di persone che hanno perso tutte le loro fotografie degli ultimi anni, perchè hanno smarrito il telefono o gli è stato rubato, perchè il computer si è rotto, perchè l'hard disk o la chiavetta usb non funzionano più, perchè nessun nuovo computer di ultima generazione legge più un floppy disk o un cd-rom ... e se domani anche le chiavette usb fossero obsolete? Ci pensate mai? Accadrà, sappiatelo.

E' vero, la tecnologia ci dà una grande mano in quest'era digitale. Guai se non ci fosse o se ci rifiutassimo di usarla.

Ma affidarle tutta la nostra preziosa memoria, pensando che non ci tradirà mai o che funzionarà per sempre, sarebbe un errore imperdonabile.

Ecco perchè stampare diventa allora un imperativo categorico, un principio oggettivo, una necessità.


Le fotografie nascono per essere stampate, per essere esposte e rimirate.

Nascono per dare vita alle pareti delle nostre case, affinchè possano parlarci di noi, della nostra storia, di chi siamo, di cosa abbiamo fatto, da dove veniamo e dove stiamo andando. Nascono per finire dentro ad un libro, il più bello ed avvincente che mai "leggeremo", quello con cui ci identificheremo per sempre, perchè racconterà la nostra storia, racconterà di noi.

Nascono per durare e sopravvivere, per resistere allo scorrere del tempo e agli sbiadimenti della memoria.

Nascono per essere condivise, donate e tramandate.

Le fotografie nascono per essere stampate.


Da tempo ormai sostengo questa causa. E probabilmente già lo sapevate!

Ma ogni tanto credo sia giusto ribadire il concetto, sottolinearlo ancora una volta, per dare voce e forza a quello in cui si crede fortemente.

In un'epoca dove tutto è sempre più istantaneo, veloce ed immediato, dove sembra contare sempre di più la quantità anzichè la qualità, dove si sta perdendo ogni giorno un pò di più l'amore per le cose fatte con cura, passione, tempo e dedizione ... io voglio andare controcorrente, voglio recuperare un pò delle origini, voglio assaporare nuovamente il piacere di toccare con mano la carta ruvida e materica, l'odore del legno di una cornice lavorata a mano, voglio perdermi nelle infinite sfumature di luci, ombre e colori, tutti impressi su quella carta, per sempre. Voglio poter fare un passo indietro, per recuperare qualcosa di meraviglioso ed eterno, che la frenesia dell'era digitale ci ha fatto dimenticare troppo velocemente.


Io sostengo la stampa. Sostengo i laboratori artigianali.

Sostengo, riconosco, e dò valore all'importanza dei ricordi che i miei clienti mi affidano.

Ecco perchè scelgo il meglio, per me, per loro, per ciascuno di voi.

Scelgo di offrirvi prodotti stampa Fine Art, di ottima qualità, frutto di studio e ricerca, certificati per durare nel tempo, per continuare ad emozionare e a tramandare le vostre storie anche alle future generazioni.


Perciò, se avrete voglia di vederli di persona e toccarli con mano, vi basterà farmi una telefonata, e sarò più che felice di accogliervi nel mio studio, il mio piccolo angolo di paradiso.


Vi aspetto,

Giulia


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